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Burnout sociale

Privacy e più tranquillità nelle interazioni sono le nuove linee guida della Gen Z cinese. Consigli per i consumi di un economista, Macron-Xi, indicazioni dal mercato finanziario sull'energia.

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Simone Pieranni
dic 07, 2025
∙ A pagamento

Buongiorno, innanzitutto grazie ai tanti e tante che si sono abbonati di recente. Si tratta della conferma che c’è bisogno di una informazione, per quanto di nicchia e settoriale, sulla Cina approfondita, che attinga alle fonti cinesi per provare a raccontare le dinamiche sociali, economiche, finanziarie e politiche del paese, attraverso quello che è il dibattito interno alla Cina.

Se è vero, infatti, che il sistema mediatico cinese è iper controllato, sono anche vere altre due cose: da un lato i media, anzi i giornalisti, utilizzano certi temi e certi racconti per evidenziare alcune problematiche del sistema (come vedremo in questa newsletter). Senza accuse dirette, evidenziano quelli che sono percepiti come i malesseri della società cinese dopo un lungo, ormai, periodo di rallentamento economico.

Dall’altro, ormai su WeChat (e nei podcast) la disintermediazione è totale e consente di trovare riflessioni e spunti da singole persone (siano intellettuali, economisti, commentatori, esperti di vario genere) che aiutano a orientarsi nella Cina che cambia ogni giorno.

Per questo oggi vedremo una storia legata ad app e burnout sociale, i consigli per aumentare i consumi di un noto economista cinese, un riepilogo di quanto accaduto in settimana con la visita di Macron a Pechino e una indicazione che arriva dal mercato finanziario cinese. E poi la prima chitarra cinese con l’AI

In Cina si sta registrando un fenomeno che sembra contrastare l’uso smodato di social. O forse un certo tipo di social. Tanto che in alcuni casi si parla di “contro movimento”. Ci riferiamo a una tendenza alla privacy, in alcuni casi si parla di “ansia da privacy” e più in generale a quello che viene definito 社交疲劳, che mi permetto di intendere come burnout sociale (perché richiama proprio quel “society burnout” di cui scrive il filosofo Byung-Chul Han). Insomma una vita più tranquilla, con meno pressioni e meno esposizione anche social.

Molti giovani, infatti, si stanno stancando della luo ben, l’esposizione totale e senza filtri sui social tradizionali, sentendosi manipolati e analizzati dagli algoritmi. C’è una crescente nostalgia per la “chat pulita”, una comunicazione non interrotta e sicura. Questa tendenza ha dato impulso a piattaforme di social networking minimalista come “海鸥聊天” (Haiou Liaotian, Haiou significa gabbiano), che si distingue per l’uso della crittografia end-to-end, garantendo che le conversazioni non vengano lette o archiviate da terzi. Il successo di queste app dimostra che, mentre il contro-movimento cerca forme di comunicazione più pulite e private (come Seagull Chat), un’app in particolare ha intercettato questa esigenza di fondo, trasformandola in un fenomeno commerciale.

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